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L’accelerazione data dal problema Covid-19 ha riacceso l’attenzione a tutti i livelli su questa “parola aliena”interpretata a volte in maniera semplicistica come “sposto il computer e lavoro da casa”. Terminata questa crisi, probabilmente poco resterà dell’opportunità che questa esperienza ci costringe a sperimentare. Lavorare a distanza, infatti, richiede cambiamenti di abitudini ad ogni livello e per ogni occasione tradizionalmente affrontata nelle operatività quotidiane. Ad esempio: la gestione delle riunioni con il lavoro a distanza necessiterà di meno dispersività (indicare prima la durata e i partecipanti) , occorrerà chiarire preventivamente bene gli obiettivi del collegamento e lo scopo che ci si pone, le decisioni che ne scaturiranno (chi farà, cosa, entro quando, prossimo incontro….), i documenti da preparare, ecc. 

Una nuova cultura nel fare le cose può essere una grande occasione di innovazione .

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Studi clinici hanno confermato l’esistenza di una malattia endemica nel panorama industriale italiano, una malattia che colpisce gli organi centrali, in particolare le aree tecniche, i cui sintomi sono un progressivo rallentamento dei progetti, una specie di Alzeimer, dove i riflessi e la qualità delle risposte agli stimoli si affievoliscono lentamente, chi ne viene colpito a stento se ne accorge. Le cause sono da ricercare nella progressiva tendenza ad inglobare nelle attività strategiche anche attività routinarie, alla permeabilità di certi ambienti allo stimolo di impulsi esterni, casuali e non dominati dal principio di priorità. Il tempo per completare una attività si dilata, diluito da centinaia di interruzioni e stop and go.
La cura? É tra le righe..ma voi ne siete affetti?

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In questi momenti di crisi la gestione del personale e le scelte organizzative sono fondamentali per affrontare i mercati e, soprattutto, prepararsi alla tanto auspicata ripresa.

Le aziende però non possono sostenere ulteriori costi, anzi hanno necessità di contenerli, per quanto possibile variabilizzarli e recuperare flessibilità interna. Per rispondere a queste esigenze abbiamo organizzato un servizio ancora non presente sul mercato così come da noi formulato: l’outsourcing della Funzione Risorse Umane, gestita direttamente da manager con anni di esperienze aziendali.

Pur provenendo da contesti multinazionali strutturati, i nostri professionisti sanno adattarsi ai territori, alle culture e agli stili gestionali di aziende di più piccole dimensioni (PMI da 20 a oltre 200 dipendenti), apportando innovazione e risultati concreti, come testimoniato dal successo dei nostri interventi su tutto il territorio nazionale ed in alcuni Paesi esteri.

Interloquiamo direttamente con l’imprenditore da cui apprendiamo la strategia, traducendola in un piano operativo che gradualmente gestiamo insieme al management aziendale, se necessario integrandolo con temporary manager, fino al raggiungimento dei risultati attesi.

Si tratta di un percorso veloce e pragmatico, applicabile in tutti i settori, per ogni problematica aziendale (fusioni e acquisizioni; passaggi di testimone; crisi e ristrutturazioni con o senza ridimensionamento; sviluppo internazionale; crescita di risorse interne; etc.) e con una visione anche prospettica (ripresa? chiusura? cessione? delocalizzazione? sviluppo di partnership societarie?etc.)

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In questo spazio ci piace inserire una selezione di alcune presentazioni di imprenditori e casi che rappresentano o hanno rappresentato innovazione in area risorse umane

Imprenditori illuminati

Il villaggio operario di Crespi d'Adda

Cristoforo Benigno Crespi a fine ‘800 realizza il suo sogno con la convinzione che le cose utili devono essere anche belle: nasce così il villaggio ideale, patrimonio mondiale dell’Unesco

 

 

Il talento "umano"secondo Brunello Cucinelli

L’invito ai giovani come custodi del futuro: il talento senza sogno e umanità non è compiuto

Brunello Cucinelli esprime la sua idea di talento basata sui valori del rispetto, umanità, confronto, dignità del lavoro

Adriano Olivetti

Un grande uomo alla guida della rivoluzione informatica mondiale, prima di Steve Jobs e Bill Gates : una multinazionale atipica

Orgoglio della genialità italiana dove la comunità è al centro della missione aziendale, al di la del capitalismo e socialismo